Welfare di Comunità

Il Comune di Frascati è un tessuto policentrico, con tante porzioni di territorio che rappresentano altrettante comunità. Queste comunità possono attivarsi per ricreare meccanismi di solidarietà di bassa soglia, piccole azioni di “buon vicinato” in grado di superare il disagio crescente.

  • Prossimità. Pensare un welfare di prossimità, attento ad agire andando incontro al disagio, prevenendolo e tentando risposte in grado di cogliere i segnali di disagio e riattivare le persone prima che scivolino nella marginalità estrema.
  • Riattivazione. Chi si trova a sperimentare situazioni di impoverimento soprattutto nel contesto attuale deriva da storie di recente perdita del posto occupazionale, da difficoltà di salute o da situazioni familiari fragili. Essere capaci di progettare percorsi di riattivazione delle persone, basati sulle proprie competenze, le proprie reti familiari, la propria capacità di futuro.
  • Competenze. Il differente contesto sociale nel quale si inseriscono le attuali situazioni di povertà deve mettere in campo professionalità diverse, in grado di prendere in carico in modo complesso la storia dell’individuo. Assistenti sociali, ma anche psicologi, mediatori familiari, mediatori interculturali, legali, tutor per l’accompagnamento al lavoro, progettisti di innovazione sociale in grado di costruire reti con l’Europa e di attrarre risorse.
  • Redistribuzione. Immaginare azioni per le quali si diventa in grado di detassare maggiormente i servizi e la partecipazione alla vita della comunità per le famiglie in difficoltà economica, i lavoratori in situazioni di disagio. Solidarietà come motore di sviluppo locale: i voucher di solidarietà. Creare servizi di solidarietà sul territorio, per esempio, creando dei circuiti di servizi a prezzi calmierati per coloro che si trovano in situazioni di disagio con una sorta di “voucher di solidarietà” che può anche aiutare la rete dei commercianti locali a meglio affrontare il periodo di crisi. Combattere la marginalità estrema combattendo lo spreco. Moltiplicare le risposte alla marginalità estrema potenziando i servizi di refezione solidale, di approvvigionamento di beni di prima necessità solidali, anche capillarizzando le azioni antispreco con progetti di recupero.
  • Orti solidali. L’autoproduzione come risposta alla marginalità estrema: Immaginare il recupero di porzioni di territorio affidandoli alle cure dei soggetti portatori di disagio economico.